FRANCESCO LORENZI A CREDO 2026: CREATIVITA’ E UMANITA’ NELL’ERA DELL’IA

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Il 5 e 6 ottobre Bologna ha ospitato CREDO 2026 – Christian Music Forum, il primo forum nazionale dedicato alla musica cristiana contemporanea, nato per mettere in dialogo artisti, operatori musicali, realtà ecclesiali, educatori, media e professionisti del settore.

Tra i protagonisti della prima giornata anche Francesco Lorenzi, che lunedì 5 ottobre ha preso parte al panel “L’intelligenza artificiale tra creatività e informazione”, insieme ad Antonello Armieri del Kantiere Kairos, Alessandro Gallo dei Reale e al giornalista Gigio Rancilio.

Un tema sul quale Francesco sta riflettendo da tempo, mettendo al centro l’esperienza umana: il vissuto, le relazioni, la ricerca personale, il tempo necessario perché qualcosa maturi e possa diventare parola, musica, incontro. Una riflessione che aveva portato anche poche settimane prima a Venezia, durante l’incontro “Ci sto! Umani e connessi nell’era dell’IA”.

Al centro del confronto una domanda sempre più urgente: come restare umani e continuare a creare qualcosa di autenticamente umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale?

A CREDO 2026 la riflessione è proseguita entrando ancora più direttamente nel terreno della produzione artistica. L’intelligenza artificiale può anche diventare uno strumento utile, capace di ampliare le possibilità a disposizione di musicisti e autori, ma resta aperta una questione decisiva: da dove nasce ciò che riesce davvero a raggiungere e commuovere una persona?

«Non mi è ancora capitato di emozionarmi con una canzone fatta con l’IA», ha raccontato Francesco durante il confronto. Una considerazione che nasce dalla convinzione che una canzone capace di lasciare un segno abbia bisogno prima di tutto di qualcosa di reale da comunicare: una storia, una ferita, una domanda, un incontro, una ricerca di senso.

Da Venezia a Bologna, quindi, il filo conduttore rimane lo stesso: non delegare a questi nuovi strumenti ciò che appartiene più profondamente alla persona. Una sfida che riguarda la musica, ma che coinvolge più in generale il nostro modo di comunicare, creare e costruire relazioni, in un tempo in cui il confine tra ciò che nasce dall’uomo e ciò che può essere generato artificialmente è destinato a diventare sempre meno evidente.

CREDO 2026 ha riunito per due giorni al Sympò di Bologna numerose realtà della musica cristiana italiana, affrontando temi che hanno spaziato dall’intelligenza artificiale all’accompagnamento pastorale, dalla musica negli oratori al rapporto tra artisti e case discografiche, fino alla worship music e all’animazione liturgica.